Si fa presto a ridere degli altri

Ieri ho fatto mille giri tra commissioni e formalità: ho praticamente passato la giornata in macchina. Una di queste commissioni era portare dalle sarte un cappotto di Simo per un rammendo ad una tasca bucata, solo che ieri era lunedì e sapevo che le sarte avevano la chiusura di lunedì, ma non mi ricordavo se di mattina o pomeriggio. Tento la fortuna e provo ad andarci di pomeriggio, ovviamente sono chiuse. Mi avvicino all’ingresso, davanti a me, proprio ad altezza occhi un cartello che mi informa che il riposo settimanale c’è di lunedì pomeriggio, ma vedo all’interno del negozio le due signore indaffarate (e probabilmente mi hanno anche visto arrivare). Alzo il pugno per bussare quando mi blocco. Se qualcuno mi avesse visto in quel momento mi avrebbe preso per un idiota, con la mano a mezz’aria davanti ad una porta chiusa, ma in quel momento mi sono venuti in mente i post

e no, non ce l’ho fatta. Magari mi avrebbero anche aperto e forse se non fossero state troppo scocciate mi avrebbero anche accettato il capo che stavo portando loro, ma no, quando leggo quei blog che ho citato penso due cose

  1. che idioti che sono i clienti
  2. spero di non finire mai in un blog del genere come cliente idiota

Così ho desistito, il mio pugno si è aperto e non ho bussato. Ci torno oggi, meglio, non si sa mai che intrallazzi su internet abbiano quelle sarte là…

Buona giornata a tutti!

Post multiplo

Manifestazione antirazzista su facebook

Lo status per oggi, per chi aderisce alla manifestazione è questo:

DIVERSO…PERCHE’? STRANIERO…DOVE? ALTRO…QUANDO? Siamo tutti parte del medesimo respiro. Smettiamo di accettare, per ignavia, l’esclusione e l’invenzione di nuove differenze. Non respingere, Accogli!
No R.D. DAY Milano 6 marzo 2010 ore 14.oo NO RAZZISMO! NO OMOFOBIA! NO XENOFOBIA!

Io aderisco, ma voglio farlo con un post sul mio blog, per dare un pochino più di respiro ai miei pensieri e anche per spiegare il perché io voglia aderire a questa (in?)utile manifestazione. Aderisco perché molte persone che ho come contatti su facebook la pensano in maniera diversa da me, e questo è un modo per comunicare il mio punto di vista a molti, anche al di fuori del social network (visto che lo pubblico sul mio blog). Non credo che riuscirò a spiegare meglio di quanto io abbia già fatto qui il mio pensiero, riguardo al razzismo. Nonostante quello che inneggia lo status suggerito dai fondatori di questa iniziativa, io non posso dirmi “non xenofobo”, perché in effetti ho paura – o almeno diffidenza – di chi sembra diverso da me, vuoi per lo stile di vita, vuoi per il suo atteggiamento, vuoi perché semplicemente ha poca igiene. Però questa, come ho già detto, è una condizione transitoria che svanisce con la conoscenza dell’individuo o del gruppo: conoscendo non si è più xenofobi, si è certi di essersi sbagliati oppure si è certi che si deve stare attenti a certe persone, niente più “impressioni a pelle”.

Però esistono troppe persone che sono convinte che la rovina dell’Italia sia da imputare a chi non è “come noi”. Io vorrei chiedere a queste persone: esattamente, che cosa vuol dire essere “come noi”? Avere la pelle bianca? Ok, perfetto, allora distinguiamo i bianchi dai non bianchi. Gli italiani possono solo essere bianchi (come dicono i cori allo stadio contro Balotelli). Quindi nessuno vieta ad un bianco di mettersi un orecchino al naso, questo non lo rende diverso da noi, giusto? Oppure prendiamo Mario Rossi, nato a Modena. Italianissimo, bianco. A 25 anni decide che il cristianesimo non gli piace più e si converte all’Islam. Ora non è più italiano? Deve “tornare a casa sua” a pregare come si deve per il suo credo? Magari fino a poco tempo prima aveva una compagnia che nemmeno andava in chiesa, ma nessuno per questo la criticava. Ora che vuole pregare (prega Maometto, ma che differenza fa?) è evitato e visto come “diverso” perché non cristiano.
Per favore, qualcuno mi dia una definizione di “come noi”. Stefano Bianchi, di Roma, bianco, cristiano, alto un metro e quarantotto centimetri. E’ “come noi”? Alexander Nikolosvich, nato a Napoli, bianco, cristiano, biondo, è “come noi”?

E’ questo che non capisco. Cosa rende una persona “come noi”? Arriva un Mario Balotelli qualunque, nome e nascita italiane, che però è “negro”, e per questo non può essere italiano. L’italiano standard qual’è? E quante differenze ci devono essere tra l’uomo reale e l’italiano standard per poter essere ancora definiti “come noi”?

Io davvero, non riesco a capirlo. Qualcuno mi spieghi, perché su questa cosa io ho la mente troppo chiusa, non riesco ad essere “come voi”.


Censure preventive contro l’ansia

No, non parlo di politica, ma di una discussione che ho sentito tempo fa riguardo al film “2012″, in cui si prospetta la fine del mondo. Io il film ancora non l’ho visto, forse lo noleggerò più avanti, ma non ne ho letto granché bene, però qualcuno che l’ha visto c’è e esprime giudizi tipo “Mi ha messo ansia, mi sono preoccupata davvero! Se fosse per me io questi film li vieterei, preoccupano la gente”. A questa signora io non ho detto nulla, non stava parlando con me e mi stava anche discretamente lontana, ma in qualche modo va avvertita di una cosa: signora, 2012 è un film, è una finzione, è una storia inventata. Qualunque cosa possa aver detto Giacobbo poi rimangiandosela, signora mia, quella del 2012 è una bufala e quello che ha visto in quel film è meno probabile di quello che si è visto in Armageddon o in Deep Impact, che sono comunque finzioni. L’idea stessa poi di vietare un genere cinematografico solo perché “fa ansia” a qualcuno, beh, mi sembra assurda. Signora, quando avevo 4 anni mia nonna mi fece vedere Lo squalo di Steven Spielberg e già allora mi disse “Giuliano, guarda che è tutto finto, sono attori che fanno finta di farsi male, non succede davvero”. Ebbi paura, certo, ma non ebbi mai nemmeno un incubo dovuto a quel film. E se ce l’ho fatta io a 4 anni potrebbe farcela pure lei, impegnandosi.


Per mio figlio?!?

Tempo fa, in una radio locale, passarono la sigla di Goldrake, Ufo robot, su richiesta di un ascoltatore. Mi ha colpito molto quello che quell’ascoltatore disse: “Vorrei che faceste sentire la sigla di Goldrake, mio figlio di 5 anni mi ha chiesto di telefonare”. Il figlio di 5 anni chiede al padre “Papà mi fai sentire la sigla di Goldrake alla radio?”. Il figlio di 5 anni. Goldrake. Sigla. Non so se vi rendete conto dell’assurdità della cosa. Prima di tutto viviamo in un mondo dominato dalla Mediaset in cui le sigle dei cartoni animati vengono martoriate, modificate e tagliate fino quasi ad eliminarle completamente. I bambini di oggi non conoscono le sigle. Poi Goldrake saranno 20 anni che non viene più trasmesso. Certo, è sempre possibile che il genitore in questione abbia il disco 33 giri delle sigle e lo ascolti, ma in quel caso il figlio avrebbe benissimo potuto chiedere, allo stesso modo “Papà, mi fai sentire Wish you were here dei Pink Floyd alla radio?”. Ce lo vedete un bimbo così? No mio caro, ti sei giocata la carta del figlio ma non mi freghi, quella era una tua richiesta secondo i tuoi gusti e i tuoi ricordi. Tuo figlio non avrebbe mai chiesto una cosa del genere, perché vuoi nascondere la tua nostalgia? Anche io ne ho molta, talmente tanta che i cartoni li guardo ancora ora, e mi dispiace per le bassezze che le varie televisioni fanno alle sigle, a veder cominciare un cartone senza sigla mi piange il cuore.

5 anni fa

Cinque anni fa ero andato al mare, durante le vacanze di Natale. Ero stato invitato da Claudia a casa sua, sulla costa adriatica, ho così salutato alcuni amici suoi che avevo conosciuto l’estate prima e mi sono fatto due o tre giorni assolutamente originali, almeno per me (quando mai si va al mare d’inverno? Io, poi, che adoro sciare!) Quel viaggio lo feci insieme ad Ely, e durante le nostre passeggiate un giorno ci siamo fermati al molo e ci siamo detti “tra cinque anni ci si vede di nuovo qui a fare il punto della situazione”.Sinceramente, non ricordo più nemmeno se era il 27 o il 28 dicembre quel giorno, ma visto che per un motivo o per l’altro l’appuntamento è saltato, ma che comunque possiamo comunicare tutti e tre in qualche modo via internet (due blog e mezzo in tre, tre pagine di facebook tutte e tre attive), ecco il mio punto della situazione.

In cinque anni mi sono laureato, ho cercato per un paio d’anni un laboratorio ma non c’è stato nulla da fare, così ho ripreso a studiare per assecondare la seconda vocina nella mia mente che diceva “nutrizione… nutrizione…” Nel frattempo ho trovato lavoro come insegnante di informatica, cosa che mi piace assai  e che mi permette di portare un po’ di soldi a casa.

Casa che nel frattempo è cambiata. La mia vita sentimentale è stato un susseguirsi di altissimi e bassissimi, passando per periodi in cui ho dato retta a gente che non avrebbe meritato tanto, e approdando infine nella mia nuova casa, nel profondo Nord padano, trovando qui la mia nuova famiglia con Simona.

Per i prossimi cinque anni vedo di prendermi questo titolo di Master che sto frequentando e cominciare a praticare come nutrizionista, e quello che verrà… lo diremo poi.

Ely, Cla, ora a voi la parola :-)

Buona festa d’inizio Inverno

A tutti quelli che passeranno di qui per caso

A tutti quelli (pochi) che leggono con regolarità i miei post

A tutti quelli che semplicemente ancora non hanno ricevuto nemmeno un augurio

Insomma, a tutti

Buon Natale

Travaglio malevolo?!?

Ohibò

Vado sul sito Voglio scendere, dove scrive tra gli altri anche Marco Travaglio e Firefox mi manda questa bella paginetta:

Schermata-Segnalato sito malevolo - Mozilla Firefox

Vado a vedere cosa è successo, clicco sul link  apposito e leggo “Parte di questo sito è stata contrassegnata come avente attività sospetta 1 volte nel corso degli ultimi 90 giorni.”. Va detto che si parla di pericoli informatici, non sociali, ovviamente, e comunque è possibile visitarlo attraverso gli URL de Il Cannocchiale, che è la piattaforma che lo ospita, ma la cosa è quantomeno bizzarra. Che è successo?

I rimedi della nonna – Melog 2.0

Quando torno dal lavoro la sera ascolto Radio24, perché ultimamente mi piace più la talk radio delle canzoni. Dopo le 22:00 c’è la replica di Melog 2.0, in questa puntata si parlava di rimedi della nonna. Se ne sono sentite di tutti i colori, addirittura per guarire una ferita si suggeriva di cospargerla di escrementi presi dal letamaio :shock:

A parte questi rimedi assurdi, hanno chiamato un paio di persone che mi hanno riportato alla mente moltissime litigate fatte su Medbunker: un ascoltatore diceva testuale (si può scaricare la registrazione, per fortuna)

Io sono trent’anni che mi curo da solo [...], le posso garantire che da quando ho scoperto la medicina alternativa il resto non mi interessa di considerarlo (sic). [...] Io da sei mesi a questa parte prendo un grammo ogni dieci chili di peso del mio corpo di vitamina C perché pare che l’uomo e la scimmia non producono vitamina C (sic), io ne assorbo circa 10-12 grammi al giorno di vitamina C (sic)[...] e vi posso garantire che io mi sento un altro.

Sono contento per questo signore, se ha trovato qualcosa che lo fa star bene e con cui si sente in forma buon per lui. Però prima di tutto noto una cosa: 1 grammo/10 Kg di peso di VitC e dice di prenderne 10-12 grammi al giorno. Quindi, a meno che non sia alto due metri e mezzo, questo signore è sovrappeso o obeso, se fosse così non credo che alla sua età (la dice, non l’ho messa io) sia una scelta saggia quella di non fare almeno un check-up medico ogni tanto. Inoltre la vitamina C assunta è davvero troppa: è una vitamina innocua per quasi tutti, per quanto se ne sa, ma può causare calcoli renali di ossalato in alcuni soggetti e c’è il sospetto che agisca (contro la sua natura di antiossidante) come ossidante producendo radicali liberi e che interferisca con le riserve di vitamina B12. Niente di tutto questo è ancora confermato, ma mi basta il sospetto per stare cauto. inoltre di 10-12 grammi che assume, la stragrande maggioranza la perde con l’urina, perché il corpo ne assimila meno di un grammo al massimo (non ricordo il valore esatto, aggiornerò più avanti), quindi i soldi delle pasticche di VitC sono buttati.

Altro intervento, un veterinario dice di disinfettare le ferite con lo zucchero, dicendo che è una cosa scientificamente provata. Ora, io mi sono fatto un giro su pubmed e non ho trovato alcuna pubblicazione su questa cosa (se qualcuno ne conosce me la segnali) e cercando su google “sugar disinfectant” escono solo siti di naturopatia o cose simili. Subito dopo di lui interviene un altro veterinario che dice testualmente

La professionalità dei veterinari oggi dovrebbe andare un po’ oltre lo zucchero, secondo me.

Che dire? I miei due centesimi sono: i rimedi della nonna sono ottimi per pulire i fornelli (e mia nonna ne sa tanti), occhio a quelli sulla salute!

Una croce… dove?

Il tricolore non è semplice insegna di Stato. È un vessillo di libertà, di una libertà conquistata da un popolo che si riconosce unito, che trova la sua identità nei principi di fratellanza, di uguaglianza, di giustizia nei valori della propria storia e della propria civiltà.

Per questo, adoperiamoci perché in ogni famiglia, in ogni casa ci sia un tricolore a testimoniare i sentimenti che ci uniscono fin dai giorni del glorioso Risorgimento.

Queste sono state le parole di Carlo Azelio Ciampi, nel 2001 (fonte). Se c’è una cosa in cui mi riconosco, nel bene e nel male (come diceva Gaber “non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono”) è la nostra bandiera e le parole del nostro presidente di allora seguono la mia linea di pensiero. Nei fatti vedo che non è così, vedo che l’unità d’Italia è solo politica e che esistono tanti popoli quanti sono i comuni o quasi, ma poi mi dico che l’Italia è ancora giovane, la repubblica è della metà del secolo scorso, l’unità è venuta solo un secolo e mezzo fa, in tempi di generazioni siamo a circa sette o otto, non c’è stato tempo di unire i popoli, quindi semplicemente mi dico che c’è solo da portare pazienza, magari tra qualche generazione le cose saranno cambiate (la speranza è sempre l’ultima a morire). Poi leggo che in Svizzera il popolo ha deciso di vietare nuovi minareti. Il governo svizzero è imbarazzato da questo risultato e sta cercando la via più diplomatica per tenersi la sua brava “neutralità” pur rispettando i risultati del referendum. Nel frattempo i leghisti  esultato, dall’alto del loro pulpito razzista e ignorante. “Una lezione di civiltà” dice Roberto Castelli, che poi propone “Credo che la Lega Nord possa e debba nel prossimo disegno di legge di riforma costituzionale chiedere l’inserimento della croce nella bandiera italiana”

Cosa vuol dire inserire una croce nella bandiera italiana? Due interpretazioni del tutto personali:

  1. Visione catechista: simboleggia il ritorno della Nostra Religione (da ora NR – ogni riferimento a Non Rianimare è puramente casuale) come religione di Stato. Non ci saranno probabilmente leggi che la inseriranno ufficialmente, ma di fatto, il crocifisso nella bandiera dirà alle persone “Noi seguiamo i dettami della Chiesa”. E non rompete, aggiungo io.
  2. Visione leghista: simboleggia la nostra razza, la nostra radice di Vero Italiano che non si fa sfruttare né invadere dal moro straniero, l’italiano simboleggiato dalla bandiera sarà Cristiano Cattolico, e non c’è spazio per nessun altro.

E’ solo un punto di vista, il mio, ma credo che queste due visioni siano anche integrabili l’una con l’altra. Certo che poi sarebbe difficile andare a pensare ad un’Italia unita, come facevo poco sopra. Ad esempio, io che faccio? Non sono cattolico, però sono italiano e la mia bandiera mi dice in che cosa devo credere! Non sarebbe possibile per un italiano dissentire dalla predica del Papa, perché è la NR, la religione di Stato, e entra negli affari pubblici con più forza (se possibile) di quanto non lo faccia già ora. Senza poi parlare dell’ignoranza totale che si genererebbe, sulle razze (che non esistono) e sulla discriminazione autorizzata. Un crocifisso sulla bandiera vuol dire una separazione ideologica dal resto del mondo, vuol dire contrastare le altre culture, non conoscerle, vuol dire isolarsi mentalmente dall’estero, vuol dire ignoranti a piede libero che “a vantaggio de la razza” e “per un Dio che nun se vede ma che serve da riparo” potranno sentirsi ancor più legittimati nei loro atti discriminatori, dal più piccolo al più violento.

Sai dove te la puoi mettere la croce?

Un link ad un post che si riferiva alla vicenda del crocifisso a scuola e che condivido a pieno, e poi ad una mia tumblrata di qualche tempo fa

Una mostra assurda

Ho sentito in radio che c’è una mostra internazionale del gelato artigianale. Ottimo, a chi non piace il gelato? Guardando il sito sembra una cosa fatta molto bene, e per chi ci andrà sicuramente sarà una soddisfazione non da poco. Però a me sembrano assurde un paio di cosette…

1) Fai una mostra del gelato e dove la fai? A Longarone Fiere, alle pendici delle Alpi.

2) Fai una mostra del gelato e quando la fai? Dal 28 novembre al 2 dicembre, col freddo, il gelo, la nebbia e forse la pioggia.

Ma porco cane! E’ una mostra del gelato, non si poteva farla, che so io, in Sicilia a Luglio?

Mah… Buona giornata a tutti!

Altri cibi da vegetariano

Ribadisco quello che ho detto tempo fa: non sono vegetariano, non del tutto, almeno. Mangio almeno una volta a settimana un qualche tipo di carne, non ho problemi a farlo, ma visto che non ne compro più ho cominciato a mangiare anche altro, ed ecco le mie esperienze

Olio di semi di lino: amaro ma buono
Ho comprato due marche, la prima (non la ricordo) mi ha dato l’idea di un olio molto forte, amaro, ma che abbinato all’insalata, soprattutto dolce, ha un impatto sul palato molto interessante. Poi ho comprato quello del Baule Volante, ed è un altro pianeta. Meno amaro e più delicato, al palato è meno aggressivo anche se rimane quell’amarognolo che rende l’insalata più interessante (soprattutto per me che l’ho sempre odiata), lo consiglio a chiunque. Certo, bisogna stare attenti al trasporto e alla conservazione: non deve raggiungere mai i 20° C, quindi è da tenere in frigo e da comprare con la busta termica e non consumare oltre un mese dall’apertura. Inoltre costa 4 volte più dell’olio d’oliva extravergine (stesso prezzo, più o meno, ma la quantità è un quarto), ma ne vale la pena, soprattutto se non si mangiano spesso pesce o noci, per via degli ω-3 contenuti.

Lievito alimentare: mangime per pesci
Discreto come condimento, metterlo in mezzo al sugo, nella zuppa o nel brodo dà un sapore diverso, più agrodolce, ma mangiarlo da solo è tutt’altra roba. Sembra mangime per pesci rossi dolce con un retrogusto acido. Il lato positivo è che può durare imbustato anche anni, perciò avrò tempo di finire quei due etti circa che ho comprato.

Panetto di tofu: un ragù eccellente
Ho sempre odiato il tofu, quando andavo al ristorante cinese non lo mangiavo mai, al coreano lo davano fritto dorato ed era discreto, ma puro, panetto bianco e basta, non mi piace. Però ho scoperto che triturarlo, soffriggerlo, mischiarlo e cuocerlo col sugo per poi condirci la pasta non è una cattiva idea: è come fare un ragù vegetariano, è veramente buonissimo. Consigliato a tutti, davvero.

Hamburger di soia: altra leccornia
Ne ho provati diversi tipi, quelli che mi sono piaciuti di più sono quelli, trovati per caso al supermercato, della Sojasun. Sono una delizia, se c’è qualcosa che mi mancava del mangiare carne più spesso erano gli hamburger, e con questi ho risolto il problema. Cinque minuti in padella e son pronti, sono davvero buoni, soprattutto quelli classici (Simo dice che son cipollosi, forse è per quello che mi piacciono tanto).

Per ora è tutto, buona domenica, ai prossimi esperimenti!

Gli ignoranti degli insulti

In questo caso la parola ignoranti va presa alla lettera: coloro che ignorano. E non mi riferisco al fatto che non conoscano insulti (anzi, direi che sono anche abbastanza coloriti) ma che ignorano sistematicamente quelli che ricevono, non gli prestano attenzione, almeno in macchina. Mi riferisco agli abitanti della Bassa Bresciana: essi sono i campioni mondiali del menefreghismo automobilistico insultoreo [mi piace inventare parole nuove]. Io da bravo romano ce la metto tutta, ma quando vedo le persone che non solo non mi rispondono, ma nemmeno notano i miei tentativi di “interazione” insultativa [confermo: mi piace inventare nuove parole] mi demoralizzo, quasi mi passa la voglia.

Esempio 1: un tizio arriva bel bello contromano per parcheggiare dal mio lato della strada mentre sto passando io, lo evito ma alzo il braccio e lo mando virtualmente a quel paese (virtualmente perché ovviamente da macchina a macchina non si sente nulla), lui nulla, ignora la mia macchina, ignora il mio braccio alzato e continua a fare la sua manovra come se niente fosse

Esempio 2: una tizia brucia uno stop e mi taglia la strada, io mi incollo dietro di lei, suono e lampeggio ma lei nemmeno mette gli occhi sullo specchietto retrovisore. Niente, non mi ha dato nemmeno la soddisfazione di notarmi.

Mi spiegate come si può vivere in un posto in cui non si riesce a litigare per strada?