Figata!

Come già detto, mi sono iscritto all’albo dei biologi, e ho detto che mi è arrivato anche un adesivo. Credevo che fosse l’unica cosa che mi sarebbe arrivata, invece…

Mi sono ritrovato abbonato alla rivista più fica d’Italia: Biologi Italiani, o almeno mi è arrivato il numero di ottobre.

Che figata!

Ora chiamatemi Biologo

L’Ordine Nazionale dei Biologi ha accettato la mia iscrizione, ora sono un Biologo e, volendo, potrei anche scriverlo sulla carta d’identità.

Viste le peripezie che ho passato vorrei spiegare anche come si fa a diventare Biologo, inteso come  iscritto all’albo dei biologi. Ovviamente serve una laurea compatibile, per me è stato facile, venendo dal vecchio ordinamento ero certo che la mia laurea fosse compatibile, per qualunque dubbio comunque le classi di laurea del nuovo ordinamento compatibili sono elencate nel modulo d’iscrizione (pdf). Servono poi le varie documentazioni, elencate in questa pagina del sito dell’ordine. Oltre alle cose scontate (fototessere, fotocopie della carta d’identità e certificato di laurea, ricevute dei vari pagamenti) serve anche il certificato che attesti il superamento dell’Esame di Stato. Questo certificato è costoso (il prezzo credo vari da regione a regione, per Roma – Tor Vergata nel 2009 io l’ho pagato 113 euro circa più le marche da bollo) ed è una copia unica, serve per il ritiro del diploma dell’esame di stato. Senza di questo non è possibile ritirarlo e in caso di smarrimento bisogna richiederne un altro, ovviamente ripagando tutto. All’albo si manda ovviamente la fotocopia di questo prezioso pezzo di carta, non l’originale.

Capitolo PEC. dal 01/12/09 chiunque sia iscritto ad un albo professionale è obbligato ad avere una casella di posta elettronica certificata, io ancora la devo fare: per ora non è indispensabile per iscriversi, però ecco, visto che quelle ora disponibili sono tutte a pagamento e che il Ministro Brunetta ci ha promesso PEC gratis da gennaio… Beh, vedremo cosa fare. In ogni caso nel modulo da compilare c’è anche lo spazio per la PEC.

Poi si imbusta il tutto e si spedisce all’indirizzo indicato nella pagina che ho linkato prima dell’ordine, e il gioco è fatto. Ho sentito persone che dopo 40 giorni ancora non avevano risposta, io ho dovuto aspettare solo un paio di settimane e mi è arrivata comunicazione e… udite udite! un adesivo di quelli da finestra, con la parte adesiva sul disegno, dell’Ordine Nazionale dei Biologi.

Questo è tutto, alla prossima

E son di nuovo ParpaglionE

Cavolo quanto è che non scrivo sul blog…

Ieri giornata interessante: da qualche tempo (dall’esperienza traumatizzante della passeggiata in montagna senza fiato di quest’estate, direi) ho deciso che devo riprendere a fare sport a ritmi umani. Un anno fermo e sto a pezzi, mai stato così fuori forma (nonostante abbia perso 10 Kg :-D ) . Ho mille cose da fare, il lavoro la sera, lo studio, presto (spero) ci sarà il tirocinio per vedere un po’ che vuol dire fare il nutrizionista… dovevo comunque trovare qualcosa che mi piacesse ma che si potesse fare di mattina, magari presto, per non spezzarmi la giornata. L’ideale sarebbe qualche corso di arti marziali, è sempre stata la mia attività fisica preferita, ma purtroppo qui non esistono corsi mattinieri, tutti la sera. Così, in un attimo di follia, ho ripiegato sulla piscina di mattina presto. Qui c’è una piscina comunale con prezzi popolari (320 euro l’abbonamento annuale per nuoto libero!) che apre alle 7:00, mi sono detto che
a) svegliarmi presto mi è sempre piaciuto
b) lo sport lo DEVO fare, per forza, sto diventando un mollaccione
e quindi via, ieri pomeriggio abbonamento fatto e prima nuotata di collaudo eseguita, con Simona che mi ha fatto compagnia e che mi ha fatto vedere un po’ com’è la struttura, che lei già conosceva.

Oggi non sono andato. Un po’ di pietà, l’ho detto, sto diventando un mollaccione: i muscoli dorsali mi fanno un male dell’anima, ieri sera riuscivo a malapena a guidare, stamattina va un po’ meglio, ma oggi proprio non me la sentivo di tornarci subito, per le prime due o tre settimane credo che andrò a giorni alterni, in modo da abituarmi un pochino allo “sforzo fisico” di venti vasche in 40 minuti (cribbio, che vergogna).

Insomma, ieri sera torno a casa acciaccato ma contento, ho comprato ciabatte nuove, un lucchetto per l’armadietto, cuffia, occhialini e ho il tesserino dell’abbonamento annuale. Oh cacchio, ecco cosa c’era che non andava. Sono tornato all’asilo, dove la suora mi chiamava ParpaglionE invece di Parpaglioni (o Giuliano, che all’asilo almeno sarebbe meglio). Sul tesserino hanno sbagliato a scrivere il nome. E mi hanno pure chiesto conferma! Lo sapevo che era andato tutto troppo bene…

Buona giornata a tutti!

Alcune cose non le capisco

Esistono cose che credo non capirò mai, a tutti i livelli. Probabilmente una spiegazione per certe cose esiste, ma trovarla significherebbe per me davvero troppo lavoro, quindi rinuncio in partenza (sì, sono pigro). Ad esempio non capisco:

  • Perché Calderoli non vuole un presidente abbronzato? Cosa vorrebbe, che fossero tutti colorati di arancione come lui dopo l’estate? Non trovo l’immagine, ma quello che ho visto un mesetto fa in un TG sembrava più un pomodoro che un leghista
  • Perché la gente su Facebook continua a chiedermi di iscrivermi a lotta tra bande e altri giochini?
  • Ho appena letto un capitolo del quarto libro della serie di Twilight. Perché Bella dopo quattro libri continua ad essere così scema?
  • Perché le donne ce l’hanno con i peli superflui? E perché li vedono solo loro? Sono sicuro che le donne si depilano NON per piacere ai maschi, ma per non sfigurare con le altre donne, che sono le uniche a notarli
  • Perché i peli sono superflui?
  • Perché le fonti più attendibili per quello che succede in Italia sono i giornali esteri?
  • Perché esistono persone capaci di odiare profondamente chi abbandona un cane, al punto da volerlo punire con la galera (o peggio), e poi le stesse persone si dimostrano razzisti della peggiore specie (razzisti umani ovviamente, non ci sarebbe niente di male ad esserlo per i cani, come ho spiegato qui)?

Se potete spiegatemele voi queste cose, che io non le capisco

Non ci credo!

Andate su Bing. Fatto? Bene.

Cercate “il migliore genetista al mondo” senza virgolette. Fatto? Bene.

Che blog esce come primo risultato? Indovinate un po’?

E dire che io la genetica meno la vedo e meglio sto…

PS: sì, ok, parlavo del Papa, ma è curioso che quella ricerca porti da me che sono biologo, no?

Un’insalata di post

Un post multiplo senza divisioni, sono settimane che mi dico “su questo ci faccio un post” e poi non scrivo mai, e il “questo” cambia in continuazione. Vediamo di scrivere qualcosa di sensato

L’insegnamento del dialetto a scuola proposto dalla lega. Mi sembra una buona cosa, almeno non rischieremo più di trovare giovani spaesati alla richiesta della nonna romana al mercato: “capame le perziche”*

Il partito del sud. Ma sì, ci vuole, secondo me l’Italia è una nazione artificiale, assolutamente disunita, che ognuno faccia il meglio che può per portare vantaggi alla sua parte, forse con un po’ di concorrenza si migliora tutti.

Esistono, secondo la mia morale, dei motivi validi e dei motivi non validi per uccidere un animale, e con animale non intendo solo cani e cavalli, ma anche insetti, rane, scolopendre e sanguisughe. L’unico valido motivo per uccidere un animale è che ne vada della nostra salute. Ecco che allora accetto di uccidere un cane che mi attacca, una zanzara che mi punge (potrebbe portare malattie), una cavia per ricerca medica, un animale per la pelliccia se sto morendo di freddo e non ho alternative, cibo (opinabile, lo ammetto). Non è ammissibile uccidere un animale per qualunque altro motivo, tra cui uccidere una mosca perché ci ronza intorno e ci infastidisce, uccidere un’ape che non ha alcuna intenzione di pungerci solo perché ne abbiamo paura, uccidere una cavia per sperimentare qualcosa di assolutamente conosciuto e che si trova anche nei libri (per fortuna in Italia è vietato), uccidere un’animale perché la sua pelliccia è bella.

Sono stato al Museo di Storia Naturale di Milano per la seconda volta in vita mia, dico solo una cosa: visto che i fondi scarseggiano, andateci prima che sia tardi, sono solo 3 euro a biglietto (per chi viene da Roma c’è qualcosa da aggiungere per il viaggio ma va be’…) e la visita potrebbe anche essere lunga un giorno intero se si vuole imparare dalle didascalie. Immenso, in tutti i sensi

Fa caldo.

Buona serata a tutti!

*: capame le perziche vuol dire “sceglimi le pesche”

Insalata di riso

Dimagrire è difficile per tutti, un po’ meno per me da quando ho semplicemente cambiato modo di pensare alle cose e ho capito che le soddisfazioni le posso trovare anche in mille altri posti. Però…

Però posso essere attento, diligente, regolarmi con una dieta bilanciata e sfruttare le conoscenze date dai miei studi attuali, fare sport, sorridere e semplicemente pensare ad altro piuttosto che ad abbuffarmi di cibo ma…

Credo esista solo un piatto che mi fa dimenticare di essere “un futuro normopeso”, l’insalata di riso. Non riesco a smettere, ne mangerei anche un chilo di seguito! Aiuto!

40 anni e ancora chiedono la grazia

Charles Manson e i suoi compagni, 40 anni fa (9 agosto 1969), uccisero (eufemismo) Sharon Tate, la moglie di Roman Polanski, e alcuni amici ospiti a casa sua. Qualche giorno fa ho sentito che una donna del gruppo di assassini, capitanati da Manson anch’egli ancora vivo in prigione, chiedeva per la tredicesima volta la grazia.

Qui una breve storia di quello che successe quella notte. La dareste voi la grazia?

Che carne ho nel piatto?

A grande richiesta (vedi i commenti del post precedente) mi metto a parlare della carne che compriamo al supermercato. Una precisazione: non parlerò di pesce, ma solo di animali terrestri. Questo potrà sembrare scontato, normalmente si è abituati a parlare di carne intendendo animali terrestri e di pesce per animali acquatici (siano davvero pesci o no, non importa), ma io sono un biologo, non un cuoco, oltretutto con tendenze vegetariane (come sopra, vedi post precedente), quindi parlare di carne potrebbe voler significare parlare di tessuti degli animali, siano essi terrestri o acquatici, per questo la precisazione è d’obbligo. Detto questo, andiamo ad incominciare.

La carne è un alimento nutriente, le sue proteine non presentano alcuna carenza amminoacidica come invece succede per la stragrande maggioranza dei vegetali, e dal punto di vista nutrizionale carni rosse e bianche sono molto simili. Quella che noi compriamo al supermercato è carne che si distingue, tra un tipo e l’altro, per due caratteristiche: parte anatomica dell’animale e qualità della carne, che a sua volta è determinata da molti fattori, come la presenza di grasso, di acqua, la tenerezza ecc… Tutti noi sappiamo che c’è una bella differenza qualitativa tra mangiarsi 1 Kg di fiorentina e 1 Kg di wurstel, no? Ovviamente la qualità si riflette anche nel prezzo (1 Kg di wurstel costa indubbiamente meno di 1 Kg i fiorentina), ma in questo momento l’economia domestica ci interessa meno. Quello che è importante è sapere che stiamo mangiando cose sane, sicurezza che con la carne, a mio parere, non è possibile avere al 100%, ma questo discorso lo riprenderemo più avanti.

La mia scelta di essere un quasi-vegetariano e mangiare la carne solo 4 o 5 volte al mese è dettata da due fattori: questa insicurezza di fondo che ho (ripeto, personale) e il carattere nutritivo stesso della carne, che per sua natura porta molti grassi saturi (molto brevemente, i grassi saturi sono implicati nell’aumento del colesterolo, non si devono eliminare ma almeno ridurre). L’effetto collaterale dell’eliminare i grassi della carne è che dimagrisco :razz:. Inoltre, leggendo sui moduli del master l preparazione di certe carni, come gli insaccati ad esempio, mi è totalmente passata la voglia di mangiarne. Non ne faccio un problema etico, ho lavorato in tesi con gli animali e se non ho avuto problemi allora non vedo come potrei farmene per una bistecca, ma piuttosto un discorso salutistico.

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Io… vegetariano?

Da qualche mese ho cambiato abitudini alimentari. Non sono veramente vegetariano ma Simo sì, quindi, per facilitare le cose, non si compra più né carne né pesce a casa, e io mi limito a mangiare qualcosa di animale solo la domenica a casa dei genitori di Simo e, a volte, se si esce. Insomma, non mangio carne se non 4-5 volte al mese. Si continua a mangiare latte e uova, ma ormai i cereali, la frutta, la verdura e i legumi la fanno da padroni. C’è poi da dire che con il master in nutrizione che sto frequentando le “schifezze” della carne vengono messe a nudo, e di certo questa consapevolezza aiuta nell’essere vegetariano casalingo.

Qualche giorno fa ho trovato (finalmente!) un negozio ricco di cose che potrebbero essere utili per non mangiare sempre le solite cose (siamo vegetariani, ma per entrambi l’insalata è roba da capre) e così ho cominciato le sperimentazioni. Ecco quello che fin’ora ho provato, con i miei giudizi personali:

Pasta di grano saraceno: ottima
E’ marrone scuro, sembra pasta integrale e costa l’ira di dio (circa 1 euro l’etto), fatta al pomodoro come l’ho provata oggi è molto buona, ha un sapore più corposo della pasta normale e dopo la prima forchettata si è contenti di mangiare qualcosa di diverso e allo stesso tempo appetitoso (la prima forchettata lascia un po’ sorpresi, ma in fondo è un sapore nuovo). Comunicazione per Simo: me ne rimangono 125 grammi, se la vuoi provare te la faccio domani, io mangio altro ;-)

Alga kombu: difficile
Sono bastoncini di alga, e quando li ho comprati ero attratto dal nome: nel master avevo letti i vari tipi di alga e mi erano rimasti impressi due nomi: kombu (non ricordavo perché) e nori (che già conoscevo). Sono tornato a casa e ho riaperto i moduli del master: l’alga kombu è la più ricca di iodio, per non andare in sovradosaggio se ne deve mangiare davvero poca, sulla confezione c’è scritto 1 grammo a settimana a persona. Direi che la userò come la noce moscata: grattugiata su qualcosa. La confezione scade nel 2012 e contiene 50 grammi. Meno male che è a lunga scadenza, perché di certo tra un anno ancora avrò qualche bastoncino

Seitan: ottimo
E’ fondamentalmente glutine di frumento (veleno per i celiaci, occhio!), lavorato e impastato in modo da avere la forma di un hamburger e il sapore è simile a quello della carne (anche se il colore è verdastro). Ricco di proteine è forse la cosa più buona che io abbia mangiato in questi giorni di sperimentazione. Niente da dire, anzi, lo consiglio a chiunque, anche agli onnivori

Wurstel di tofu: sorprendenti
Il tofu è fondamentalmente formaggio di soia: con la soia ci si fa il latte e col latte ci si fa il formaggio. Questo “formaggio” è modellato nei modi più disparati, e ha anche le consistenze più disparate. Ero abituato a vederlo nei ristoranti cinesi e coreani che ho frequentato e la sua caratteristica principale era assenza di sapore (o almeno un sapore molto leggero) insieme alla sua friabilità: infatti si spezzava con niente ed era difficile maneggiarlo con le bacchette. Invece questi wurstel erano più consistenti, il sapore era lievemente simile ai wurstel di maiale anche se più farinosi e davano l’impressione di mangiare in effetti qualcosa di diverso dalla “soia” Promossi anch’essi.

Latte di soia al cioccolato: delizioso
Un “succo di frutta” in tetrapack con cannuccia che costa quasi un euro e mezzo, ma è delizioso. C’è poco da dire, se lo trovate provatelo che è buonissimo

Succo di carota: pessimo
Un bottiglione da un litro. I tre euro e mezzo più mal spesi della mia vita. Credo che lo butterò nonappena Simona l’avrà assaggiato, sempre se a lei non piacerà.

Succo di limone: mediocre
Si trova roba migliore al supermercato, ma non è da buttar via

Ho deciso che questo sarà il primo di una serie di post in cui posterò i miei esperimenti, chissà che a qualcuno non serva. Per ora buon Week-End a tutti!