Da qualche mese ho cambiato abitudini alimentari. Non sono veramente vegetariano ma Simo sì, quindi, per facilitare le cose, non si compra più né carne né pesce a casa, e io mi limito a mangiare qualcosa di animale solo la domenica a casa dei genitori di Simo e, a volte, se si esce. Insomma, non mangio carne se non 4-5 volte al mese. Si continua a mangiare latte e uova, ma ormai i cereali, la frutta, la verdura e i legumi la fanno da padroni. C’è poi da dire che con il master in nutrizione che sto frequentando le “schifezze” della carne vengono messe a nudo, e di certo questa consapevolezza aiuta nell’essere vegetariano casalingo.
Qualche giorno fa ho trovato (finalmente!) un negozio ricco di cose che potrebbero essere utili per non mangiare sempre le solite cose (siamo vegetariani, ma per entrambi l’insalata è roba da capre) e così ho cominciato le sperimentazioni. Ecco quello che fin’ora ho provato, con i miei giudizi personali:
Pasta di grano saraceno: ottima
E’ marrone scuro, sembra pasta integrale e costa l’ira di dio (circa 1 euro l’etto), fatta al pomodoro come l’ho provata oggi è molto buona, ha un sapore più corposo della pasta normale e dopo la prima forchettata si è contenti di mangiare qualcosa di diverso e allo stesso tempo appetitoso (la prima forchettata lascia un po’ sorpresi, ma in fondo è un sapore nuovo). Comunicazione per Simo: me ne rimangono 125 grammi, se la vuoi provare te la faccio domani, io mangio altro 
Alga kombu: difficile
Sono bastoncini di alga, e quando li ho comprati ero attratto dal nome: nel master avevo letti i vari tipi di alga e mi erano rimasti impressi due nomi: kombu (non ricordavo perché) e nori (che già conoscevo). Sono tornato a casa e ho riaperto i moduli del master: l’alga kombu è la più ricca di iodio, per non andare in sovradosaggio se ne deve mangiare davvero poca, sulla confezione c’è scritto 1 grammo a settimana a persona. Direi che la userò come la noce moscata: grattugiata su qualcosa. La confezione scade nel 2012 e contiene 50 grammi. Meno male che è a lunga scadenza, perché di certo tra un anno ancora avrò qualche bastoncino
Seitan: ottimo
E’ fondamentalmente glutine di frumento (veleno per i celiaci, occhio!), lavorato e impastato in modo da avere la forma di un hamburger e il sapore è simile a quello della carne (anche se il colore è verdastro). Ricco di proteine è forse la cosa più buona che io abbia mangiato in questi giorni di sperimentazione. Niente da dire, anzi, lo consiglio a chiunque, anche agli onnivori
Wurstel di tofu: sorprendenti
Il tofu è fondamentalmente formaggio di soia: con la soia ci si fa il latte e col latte ci si fa il formaggio. Questo “formaggio” è modellato nei modi più disparati, e ha anche le consistenze più disparate. Ero abituato a vederlo nei ristoranti cinesi e coreani che ho frequentato e la sua caratteristica principale era assenza di sapore (o almeno un sapore molto leggero) insieme alla sua friabilità: infatti si spezzava con niente ed era difficile maneggiarlo con le bacchette. Invece questi wurstel erano più consistenti, il sapore era lievemente simile ai wurstel di maiale anche se più farinosi e davano l’impressione di mangiare in effetti qualcosa di diverso dalla “soia” Promossi anch’essi.
Latte di soia al cioccolato: delizioso
Un “succo di frutta” in tetrapack con cannuccia che costa quasi un euro e mezzo, ma è delizioso. C’è poco da dire, se lo trovate provatelo che è buonissimo
Succo di carota: pessimo
Un bottiglione da un litro. I tre euro e mezzo più mal spesi della mia vita. Credo che lo butterò nonappena Simona l’avrà assaggiato, sempre se a lei non piacerà.
Succo di limone: mediocre
Si trova roba migliore al supermercato, ma non è da buttar via
Ho deciso che questo sarà il primo di una serie di post in cui posterò i miei esperimenti, chissà che a qualcuno non serva. Per ora buon Week-End a tutti!