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Windows 7, primo impatto

Normalmente uso Ubuntu, ma per motivi lavorativi devo tenermi aggiornato, così ho comprato e installato Win7. Riassunto delle impressioni iniziali, quelle che si possono fare in un’ora di utilizzo:

  • aspetti positivi: facile, la maggior parte delle volte veloce, graficamente molto bello (anzi, direi eccezionale), facile da installare (credo anche più facile di Ubuntu)
  • aspetti negativi: è Windows.

Gli aspetti positivi non sono molto da commentare, vedremo nel tempo se saranno confermati, ma il negativo va spiegato. Qualcuno mi dovrebbe spiegare, ad esempio, qual’è la logica della scelta dell’installazione. Ho due scelte: aggiornamento e personalizzata. In teoria la prima dovrebbe salvarmi tutti i programmi già installati e i miei documenti, non toccando nulla, mentre la seconda dovrebbe darmi un sistema vergine, senza nulla che ci fosse prima, infatti avverte di fare un backup dei dati. Bene, io ho fatto quel backup e ho scelto la personalizzata, perché

  • un’installazione pulita crea sicuramente meno problemi che un aggiornamento
  • ero convinto che Vista fosse infetto da qualche virus che Avira non mi segnalava

Allora, maledizione, qual’è la logica di crearmi una cartella con tutti i file, programmi, personalizzazioni e installazioni varie (che non posso usare, perché Vista non c’è più) chiamata Windows.old? Vuoi forse che il virus si trasmetta oltre che in orizzontale (da computer a computer, come un virus biologico) anche in verticale (come una malattia genetica trasmessa da genitori ai figli)? E non c’è modo di impedirlo, la cartella è creata in automatico. Ora ho copiato i documenti che mi interessavano e sto cancellando tutto il resto (con il risultato che la prima cosa che farò, quando avrò tempo, sarà un defrag), ho scaricato AVG e l’ho lanciato. Un sistema operativo con UN’ORA di vita, faccio la scansione per scrupolo e mi ha già segnalato un centinaio Tracking cookies, che non solo nulla di eccezionale, non sono vere e proprie minacce, ma sono la tara di Vista. Alla faccia della sicurezza.

Windows 7 è sicuramente migliore di Vista (ci vuole poco), ma l’installer poteva essere un pochino meno scemo.

Influenza suina

Vediamo di fare un po’ di chiarezza e di dire le cose come stanno.

L’influenza è un virus abbastanza versatile, a seconda del ceppo può infettare umani, volatili e suini. Le epidemie degli anni passati di aviaria sono state caratterizzate da una forte virulenza a fronte però di una difficoltosa infettività: era necessario, come ho letto da qualche parte, “limonarsi una gallina infetta” per infettarsi. L’influenza suina è un ceppo più simile a quello umano (H1N1, a seconda dei sottotipi, si diffonde facilmente anche tra gli umani e fa parte delle classiche influenze), questo la rende più facilmente trasmissibile da uomo a uomo. Non che la cosa sia facile, intendiamoci, ma è possibile (che è comunque più di quanto non sia per l’aviaria). Traduco l’ultimo comunicato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

29 Aprile 2009 — La situazione continua ad evolversi rapidamente. Alle ore 18:00 GMT [Ora di Greenwich, in Italia le attuali 20:00] del 29 aprile 2009 nove paesi hanno riportato ufficialmente 148 casi di infezione da influenza suina A/H1N1. Il governo degli Stati Uniti ha riportato 91 casi umani confermati in laboratorio, con un morto. Il Messico ha riportato 26 casi di infezione tra umani con 7 morti.

I seguenti paesi hanno riportato casi confermati in laboratorio senza nessun morto: Austria (1), Canada (13), Germania (3), Israele (2), Nuova Zelanda (3), Spagna (4) e Regno unito (5)

Ulteriori informazioni sulla situazione saranno disponibili sul sito dell’OMS regolarmente.

L’OMS non da restrizioni particolari per quanto riguarda i viaggi o la chiusura delle frontiere. E’ considerato prudente per le persone malate il rimandare i viaggi internazionali e, per le persone che sviluppano sintomi viaggiando, fare un controllo medico, in linea con le linee guida delle autorità nazionali.

Non c’è alcun rischio di infezione da questo virus dal consumo di maiale ben cotto e dei prodotti di origine suina. Le persone comunque hanno la raccomandazione di lavarsi le mani con acqua e sapone regolarmente e dovrebbero chiedere cure mediche se dovessero sviluppare sintomi simil-influenzali

Questo è l’ultimo comunicato ufficiale, preso da qui.

In tutto questo, però, il livello di pandemia è ora a 5, su una scala di 6: effettivamente c’è contagio interumano e le nazioni colpite sono molte, ma c’è un fatto da considerare: il contagio interumano è raro. Solo in Messico la cosa è stata evidente, in Europa, poi, i casi sono tutti di persone tornate dalle americhe, e non hanno infettato nessuno.

Insomma, la guardia è alta, i farmaci ci sono (anche se non specifici), i cordoni sanitari sono stati allertati e, come dicono all’OMS, è la prima volta che abbiamo una rete di comunicazione così efficiente da poter far fronte senza paura ad una possibile pandemia. Ai consigli finali del comunicato voglio aggiungere una raccomandazione: se siete in messico e cucinate maiale, non usate lo stesso coltello per altre cose! E un’ultima aggiunta: sintomi simil-influenzali non vuol dire mal di pancia, vomito e diarrea, ma tosse, mal di gola, raffreddore, febbre alta, dolori muscolari e spossatezza. Se da tre giorni andate al bagno 5 volte al giorno non è influenza.